La storia del capo del Genio Civile, Luigi Loffredo, morto nel ā44. A circa 70 anni di distanza la figlia torna per rendergli omaggioā¦ vicino a una targa stradale
Il Faro on line ā La giornata ĆØ tiepida, il cielo regala spicchi di sole tra una nuvola e lāaltra. Si aggira un poā titubante tra le strade della cittĆ , guarda con discrezione i cartelli stradali, sembra persino un poā smarrita. Ha una macchinetta fotografica in mano, ma si vede che non ĆØ una turista. Eā un normale mercoledƬ, per tutti ma non per lei. Lei si chiama Ines Loffredo, e oggi a Fiumicino quasi nessuno la conosce. Dāaltronde andĆ² via nel 1944, quando aveva appena 4 anni. Non ĆØ qui per fermarsi, ĆØ solo di passaggio: dopo la morte del marito Pietro ā avvenuta da poco ā andrĆ a vivere in Germania, dal figlio. PerĆ² ha fatto di tutto per avere quel paio dāore di tempo ā prima di riprendere lāaereo ā per tornare a Fiumicino, immergersi di nuovo in quei ricordi da infante, e passare qualche istante in quella via di Porto Santo Stefano il cui nome venne dato proprio dal papĆ di Ines. Lei, nativa di Porto Santo Stefano, ha poi vissuto in Toscana per il resto della sua vita.
āEro piccolissima ā racconta con voce franca, sorriso aperto e lo sguardo lucido di commozione ā mio papĆ Luigi era il capo del Genio Civile ed era stato trasferito proprio qui. Avevamo una bella casa in via della Torre Clementina, quando qui cāera ancora poco o nulla. Poi arrivĆ² la guerra, e mio padre fu uno di quelli che nonostante tutto continuĆ² a lavorare, e a rischiare. Faceva la spola sul Tevere per portare i viveri dentro Roma, finchĆ© un giorno cadde vittima di un bombardamento. Se ne andĆ² cosƬ, lasciando mia mamma giovanissima, con due figli. Tornammo in Toscana, ma capirete bene che Fiumicino mi ĆØ rimasta nel cuore, nel bene e nel male. Ed eccomi quiā¦ā
Proprio sotto al cartello stradale che porta il nome della sua cittĆ ā¦ Lāha trovatoā¦
āFu mio padre a decidere questo nome, come omaggio alla terra natia. Vede, in quel periodo fu fatta la toponomastica e le persone influenti del tempo diedero il proprio contributo. E per āpersone influentiā allāepoca si intendeva anche mio papĆ , oppure il farmacista, o lāallevatrice. Insomma, chi aveva un ruolo sociale era stimato da tutti e fu consultato anche per la toponomastica. Ecco perchĆ© sono sotto a questa targa: a 70 anni di distanza mi commuove pensare che in quel rettangolo di marmo cāĆØ la firma del mio papĆ ā.
āIn quel periodo ā prosegue Ines ā era pericolosissimo lavorare, per di piĆ¹ nelle tratte di collegamento. Ma mio papĆ non era tipo da tirarsi indietro, e ha pagato con la vita, come tanti altri. Ho visto che a Fiumicino cāĆØ un monumento dedicato ai suoi caduti. Beh, esistono anche eroi sconosciuti, vite silenziose spezzate dalla guerra e mai ricordate. Oggi ci ho pensato io a lanciare un pensiero a mio padre prima di andare allāestero. E mi sento sollevataā¦ā
Angelo Perfetti