“Quel porto va fermato. Aumenta il rischio idrogeologico”

20 novembre 2012 | 03:53
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“Quel porto va fermato. Aumenta il rischio idrogeologico”

Legambiente: “Ma come si fa a decidere di costruire 129.700 metri cubi di strutture in una zona a rischio R4?!”

Il Faro on line – “I fatti riscontrati nella realizzazione del porto di Fiumicino dalla Procura di Civitavecchia sonodavvero gravissimi, quell’opera inutile e pericolosa va fermata e cancellata come Legambiente chiede da molto tempo”. Cosi’ Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. “Quel gigante di cemento nel pieno della foce del Tevere – continua- il piu’ grande porto del Lazio nonche’ d’Europa, per come viene descritto, ha visto posare la prima pietra ministri, amministratori e autorita’ in una splendida area, classificata purtroppo come a ‘rischio idrogeologico molto elevato’ (R4 come dicono i tecnici in gergo) e quindi da non toccare. Uno di quei luoghi fragili e pericolosi del nostro paese, dove il piano d’assetto idrogeologico dell’autorita’ di bacino del Tevere aveva in sostanza previsto la demolizione delle strutture abusive esistenti e la creazione di un parco.”

“Nell’area il piano di assetto idrogeologico (Pai), approvato dall’autorita’ di bacino del Tevere piuttosto di recente dopo anni di elaborazioni, prevede per l’esattezza ‘il mantenimento di un libero affaccio dell’entroterra verso la costa ed il mare e verso il Tevere evitando occupazioni del suolo con strutture, infrastrutture e attivita’ non coerenti con le finalita’ del parco e del piano di assetto’, ma anche ‘una graduale delocalizzazione delle costruzioni e attivita’ esistenti che presentano lo stesso carattere di incoerenza”, tanto che l’autorita’, prevede la creazione di un vero e proprio ‘parco della foce, da Capo due Rami fino alla foce di Fiumara e di Fiumicino’. Lo stesso luogo- conclude Parlati- nel quale si vorrebbe realizzare una colata di cemento di 129.700 metri cubi (per le attrezzature connesse al porto), consumando 104,29 ettari di demanio, per 1.445 posti barca, di cui 400 per imbarcazioni superiori ai 15 metri e piu’ di 700 per quelle superiori ai 18 metri”.

“Il porto di Fiumicino – aggiunge Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – e’ un’opera che sta cementificando una splendida area aumentando il rischio idrogeologico della Capitale stessa, come abbiamo capito bene negli ultimi due autunni, quando guardavamo tutti con preoccupazione alla possibilita’ di fuoriuscita delle acque dalla foce per evitare l’esondazione. Un nuovo porto situato a soli 200 metri dal porto di Roma ad Ostia, che gia’ dispone di 794 posti ormeggio dagli 8 ai 53 metri, per il quale e’ stato approvato pochi giorni fa il raddoppio. Un impatto ambientale che va asolutamente sventato anche per il futuro, non solo a causa del cemento, ma anche per il rischio che rappresenterebbe per l’apporto di sabbia alle spiagge. Il porto di Fiumicino va stoppato, tanto piu’ con queste ipotesi di reato” conclude la direttrice di Legambiente Lazio.