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#Plastiche in #mare, pescatori e Comune di #Fiumicino pronti ad agire, ma va cambiata la normativa sui rifiuti

21 giugno 2017 | 08:33
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Parte dai cantieri Tecnomar la campagna Expedition Med alla ricerca di batteri nocivi sulle plastiche abbandonate in mare

L’impegno di Legambiente

Legambiente si sta occupando con maggiore intensità del tema rifiuti marini dal 2013, anno in cui sono iniziati i monitoraggi dei rifiuti galleggianti nei mari italiani. Da allora l’associazione ha promosso diversi studi per la quantificazione dei rifiuti dispersi in ambiente marino e si è impegnata nella ricerca delle soluzioni, promuovendo incontri con stakeholders a tutti i livelli e portando avanti progetti di sensibilizzazione.

Un impegno che si rinnova anche quest’anno con la campagna Goletta Verde, partita il 17 giugno dalla Liguria e che si concluderà il 14 agosto in Friuli, dopo aver navigato per le acque italiane. Quest’anno, oltre ai temi classici della campagna verranno monitorati i rifiuti galleggianti e gli inquinanti adsorbiti da questi, grazie alla collaborazione con l’Università di Siena.

Un tema importante quello dei rifiuti marini nel Mediterraneo che abbiamo portato anche all’ONU in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani di giugno, occasione in cui abbiamo ribadito la necessità di estendere il bando dei sacchetti di plastica non compostabili e biodegradabili a tutti i paesi del mediterraneo, sul modello dell’Italia, in quanto essi rappresentano uno dei rifiuti maggiormente rinvenuti sulla superficie marina dai nostri monitoraggi. E’ comunque necessario un maggiore controllo sull’implementazione del bando anche dove è stato già emanato.

Importante anche implementazione di processi virtuosi che coinvolgano pescatori e mitilicoltori (dato Beach litter Legambiente 2017: oltre 4000 le calze per mitili registrate sull’Adriatico).

Non meno importante la prevenzione. Ricordiamo che secondo stime della comunità europea i rifiuti marini costano all’Europa oltre 470 milioni di euro all’anno, quindi quando si pensa ai costi da mettere in campo per contrastare il problema, questi si dovrebbe considerare come investimento per evitare costi superiori successivi.

Il fishing for litter è una delle più importanti misure considerate dal Ministero dell’Ambiente nella risposta alla Direttiva europea Marine Strategy. Gli ostacoli ci sono (classificazione ufficiale e normata dei rifiuti marini, competenze dello smaltimento e costi) ma è anche vero che sono molti i progetti e le buone pratiche da cui prendere esempio già sperimentate in Italia.

Il comune di Fiumicino sembra molto ben predisposto a dare un altro buon esempio da seguire, importante vista la situazione e posizione particolare in cui si trova (alla foce di un fiume come il Tevere). Va senz’altro seguito, incoraggiato e indirizzato, oggi è stato un buon inizio!

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