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Dall’arresto di Messina Denaro alla Coppa Davis: i momenti salienti del 2023

31 dicembre 2023 | 13:30
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Dall’arresto di Messina Denaro alla Coppa Davis: i momenti salienti del 2023

Tra poche ore daremo il benvenuto al 2024. Prima di farlo, però, voltiamoci un’ultima volta e ricordiamo cos’è stato il 2023: un anno destinato ad entrare nei libri di storia

Le catastrofi naturali

Terremoto in Turchia e Siria, 55mila morti (leggi qui). Inondazione in Libia(leggi qui), oltre 5mila morti e 6mila dispersi. Terremoto in Afghanistan (leggi qui), oltre 2mila morti e 9mila feriti. E rimanendo nei nostri confini, l’alluvione in Emilia-Romagna, che ha causato 16 morti, 23mila sfollati. Il bilancio del 2023 relativo alle catastrofi naturali è tragico.

Ciò evidenzia l’importanza di investire nella prevenzione, nella preparazione e nella risposta alle calamità. Questi eventi disastrosi mettono in luce la necessità di adottare misure efficaci per proteggere le comunità vulnerabili e mitigare i danni potenziali. È fondamentale che i governi, a livello nazionale e internazionale, lavorino insieme per promuovere la resilienza e sviluppare strategie di gestione delle catastrofi.

I femminicidi in Italia

Chiudiamo il nostro “viaggio” con ciò che ha dominato non solo le cronache nazionali, ma anche i dibattiti sociali, oltre che le coscienze di tutti: i femminicidi (leggi qui) e la violenza sulle donne (leggi qui). Anche qui è molto complicato stabilire quante donne siano state uccise dai loro mariti, compagni, fidanzati o ex. Ma parliamo di centinaia. Secondo Treccani, con il termine femminicidio Il femminicidio, spiega la Treccani, s’intende “l’uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica di una donna in quanto tale, espressione di una cultura plurisecolare maschilista e patriarcale che, penetrata nel senso comune anche attraverso la lingua, ha impresso sulla concezione della donna il marchio di una presunta, e sempre infondata, inferiorità e subordinazione rispetto all’uomo”.

Giulia Donato, Martina Scialdone, Giulia Tramontano, Giulia Cecchettin. Sono solo alcuni delle vittime di questo tragico anno. Giovani donne distrutte dalla furia dell’uomo, che in troppi casi vede la donna come oggetto di possesso e non come essere indipendente, che non deve rendere conto. L’augurio per il 2024 è che la musica cambi.

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