IL DRAMMA

Agro Pontino, bracciante indiano trovato morto in un’azienda agricola

19 agosto 2024 | 16:03
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Agro Pontino, bracciante indiano trovato morto in un’azienda agricola

La Cgil: “A dare l’allarme il datore di lavoro ma attendiamo maggiori dettagli, dopo l’autopsia, su cosa possa essere accaduto”. Oggi l’autopsia

Latina, 19 agosto 2024 – “Ancora un’altra morte sui campi dell’Agro pontino, zona Borgo Piave (Latina): un lavoratore di nazionalità indiana, Dalvir Singh, due giorni fa è stato trovato senza vita all’interno di un’azienda agricola. A dare l’allarme il datore di lavoro ma attendiamo maggiori dettagli, dopo l’autopsia, su cosa possa essere accaduto. Un malore? Un infortunio mortale sul lavoro? Sicuramente inaccettabile sentire ‘morte naturale’ quando si parla di un uomo morto sul lavoro nel caldo torrido di agosto”. Così in una nota Stefano Morea, Segretario Generale Flai Cgil Roma e Lazio.

Caporalato e schiavitù

Non può sfuggire come anche questa morte, nelle stesse zone in cui è stato fatto morire proprio due mesi fa Satnam, susciti in tutti noi un dolore e una rabbia mai sopiti che si rinnovano prepotentemente, ma anche un allarme continuo per le condizioni di lavoro in cui troppi lavoratori si trovano. Un allarme alla base delle nostre denunce, delle manifestazioni, delle vertenze e dell’attività di Sindacato di strada”.

La morte di Dalvir, in circostanze che nulla hanno a che vedere con quanto accaduto a Satnam, evidenzia le criticità di un settore, quello agricolo, caratterizzato si’ da un lavoro duro e pesante ma proprio per questo che deve essere tutelato dai contratti, CCNL e CPL, da accordi, leggi e da tutto ciò che possa rendere sempre più strette le maglie in cui vorrebbe passare un lavoro sfruttando, insicuro, privo di diritti, tutele e formazione.
In quei due mesi tanti controlli, tanta attenzione mediatica, tanta informazione, tanta solidarietà e voglia di conoscere le reali condizioni di chi lavora nei campi e nelle serre; tutti elementi positivi che però ora devono lasciare la strada a una prassi quotidiana fatta di regolarità e diritti nei rapporti di lavoro”.

Se l’agricoltura – conclude Stefano Morea – è l’economia centrale del nostro territorio c’è bisogno subito di una vera alleanza tra le forze “serie” che vi operano. Un patto che metta in campo il rispetto totale delle leggi esistenti, che porti alle denunce delle aziende irregolari e dei ‘caporali’ che propongono alle aziende veri e propri “pacchetti” di manodopera. Va messo immediatamente al centro il tema della sicurezza sul lavoro e di paghe eque e giuste per tutti! A partire dai rinnovi dei contratti di lavoro, dove bisogna in primo luogo recuperare l’inflazione e poi negoziare aumenti che determinino il reale miglioramento delle condizioni di vita di tutti i lavoratori che vi sono impiegati”.

Oggi l’autopsia

Verrà svolta nella giornata di oggi l’autopsia sul corpo di Dalvir Singh. La procura, infatti, ha aperto un’inchiesta per comprendere se siano state adottate tutte le cautele necessarie per evitare il decesso, rispetto al quale al momento sembrerebbero non esserci dubbi che sia stato causato da un malore improvviso, probabilmente un infarto.

L’ipotesi è che il malore sia stato innescato dal caldo. Per prassi è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Ad indagare sono i carabinieri della compagnia di Latina e dei tecnici Spresal, i quali hanno dato il via agli accertamenti per ricostruire con esattezza l’accaduto.

A scoprire il corpo riverso a terra, nei campi, è stato il titolare dell’azienda agricola di strada del Crocifisso, specializzata in silvicoltura, poco dopo le 17: secondo le prime ricostruzioni il bracciante, assunto con contratto regolare e con permesso di soggiorno, si era recato al lavoro per aprire l’impianto di irrigazione intorno alle 16:30.

La morte del bracciante arriva a due mesi dal dramma di Satnam Singh, deceduto nelle campagne di Latina e lasciato esanime davanti casa con il braccio tagliato da un macchinario agricolo. Ieri sulla vicenda è intervenuto il capogruppo del Pd nella commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto, sottolineando che “un altro bracciante è morto nelle campagne di Latina. Stroncato da caldo perché nessuno dovrebbe lavorare nei campi a 40 gradi all’ombra. Si chiamava Dalvir Singh e aveva 54 anni.Dunque, non va tutto bene, checchè ne dica la ministra Calderone”. Scotto chiede inoltre alla ministra del Lavoro di “riferire al Parlamento lo stato delle politiche di contrasto all’insicurezza sul lavoro nei campi. Non può più sottrarsi come ha fatto in tutti questi mesi“.

Confeuro sul piede di guerra

Confeuro intende esprimere il proprio cordoglio e la propria tristezza per quanto è accaduto negli scorsi giorni in terra pontina, dove un uomo di 54 anni, Dalvir Singh, bracciante indiano con regolare contratto a Borgo Piave, è morto mentre lavorava, probabilmente a causa di un malore dovuto al caldo e alla fatica. Rimanendo in attesa che siano accertate cause e responsabilità specifiche, siamo comunque di fronte a un episodio tragico, allarmante, che segue il dramma di Satnam – deceduto in circostanze che nulla hanno a che vedere con quanto accaduto a Dalvir – e che riaccende ancora una volta i riflettori mediatici sull’annoso e irrisolto problema del caporalato e dello sfruttamento sui luoghi di lavoro. La situazione, nonostante un primo intervento istituzionale, non è stata per nulla risolta anzi, fatti drammatici come questo, dimostrano che il fenomeno è ancora vivo e pericoloso: un problema endemico, sopratutto all’interno del settore agricolo, che richiederebbe un intervento maggiormente concreto e massiccio da parte del governo nazionale. A giudizio di Confeuro, infatti, le istituzioni competenti non possono continuare ad operare sulla logica degli interventi spot, ma servono azioni costanti e ad ampio respiro: a partire dalla implementazione dei controlli da parte dell’ispettorato del lavoro. Al contempo, ribadiamo la necessità di un nuovo approccio culturale, che punti alla legalità, alla prevenzione, ai diritti e alla sicurezza sui luoghi di lavoro”.  Così, in una nota stampa, Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo

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