La politica torna tra la gente, ma servono idee e competenza per fare la differenza

Il ritorno tra la gente è un’opportunità: il vero banco di prova sarà dimostrare di saper incidere davvero sulla qualità della vita quotidiana.
Negli ultimi anni, la politica italiana ha spesso perso il contatto diretto con i cittadini, rifugiandosi nei palazzi o limitandosi a comunicazioni via social. E i dati sull’assenteismo elettorale stanno a dimostrare un solco sempre più largo tra cittadini e amministratori.
Oggi, i segnali di un ritorno tra la gente (come dimostrano il congresso di Fratelli d’Italia a Fiumicino e la mobilitazione per la sanità promossa da Pd), possono rappresentare un positivo cambio di rotta.
Tornare tra le persone però, ciò che una volta si definiva “la base”, non è solo una questione di consenso, ma di ascolto reale dei bisogni.
Tuttavia, la presenza fisica da sola non basta. La sfida è trasformare quel dialogo in azioni concrete, basate su una preparazione politica e amministrativa solida. La politica del “banchetto” va recuperata, certamente, ma rischia di restare solo propaganda se non si traduce in proposte fattibili. Oggi i cittadini chiedono soluzioni su sanità, lavoro, ambiente e servizi locali.
Solo chi saprà coniugare vicinanza e competenza potrà recuperare la fiducia perduta. Per questo, il ritorno tra la gente è un’opportunità: il vero banco di prova sarà dimostrare di saper incidere davvero sulla qualità della vita quotidiana.
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