Il settore del trasporto romano guarda al passato, Anar: “Con la Raggi più regole e meno abusi”

Roma, 2 aprile 2025 – La recente sentenza del Consiglio di Stato n. 01957/25 ha riacceso il dibattito sulla regolamentazione del noleggio con conducente (NCC) a Roma. Al centro della discussione c’è l’articolo 29 del regolamento comunale, quello che limita l’accesso alla Capitale agli NCC provenienti da altre province. La pronuncia del massimo organo di giustizia amministrativa ha confermato la legittimità della norma, rafforzando le scelte fatte dalla precedente giunta guidata da Virginia Raggi.
Fascianelli: “Una sentenza che smentisce le tesi di Anitrav”
“La decisione del Consiglio di Stato – spiega Fascianelli – ha avuto un impatto diretto anche su una vicenda simbolica: la revoca dell’autorizzazione NCC al presidente di Anitrav, Mauro Ferri. Un fatto che mina alla base le posizioni espresse da Giulio Aloisi, dirigente della stessa associazione. Le sue dichiarazioni, orientate verso un modello di settore privo di vincoli stringenti, sono secondo noi fantasiose e dannose. Non hanno convinto nemmeno i colleghi NCC di Civitavecchia, dove lo stesso Aloisi, candidato alle ultime amministrative con Fratelli d’Italia, ha ottenuto appena 22 voti.
Autorizzazioni false e zona grigia nella ZTL
“La vera minaccia al settore – prosegue Fascianelli – non sembra provenire dall’applicazione dell’articolo 29, ma piuttosto dal proliferare di licenze false. Solo recentemente sono state sequestrate 900 autorizzazioni NCC risultate completamente irregolari, di cui 103 inserite negli elenchi della Zona a Traffico Limitato di Roma. Un dato allarmante che solleva dubbi sulla capacità di controllo dell’amministrazione capitolina e rafforza la richiesta di regole più severe e verifiche puntuali”.
Il ruolo dell’ANAR e le responsabilità politiche
L’Associazione Noleggiatori Area Metropolitana di Roma (ANAR) si è costituita parte offesa nel procedimento penale in corso contro 47 imputati, accusati di associazione per delinquere finalizzata al rilascio di autorizzazioni false. Secondo l’associazione, l’attuale situazione è il frutto di una lunga “vacatio legis” attribuita all’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. Una condizione di stallo normativa che avrebbe favorito l’espansione dell’abusivismo e indebolito la legalità nel settore.