Omicidio di Ilaria Sula, l’ex ha confessato: uccisa mentre i genitori erano in casa

2 aprile 2025 | 19:37
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Omicidio di Ilaria Sula, l’ex ha confessato: uccisa mentre i genitori erano in casa
Fotogramma

Il 23enne era presso la propria abitazione quando l’ha accoltellata. Il corpo della giovane è stato trovato in una valigia

Roma, 2 aprile 2025 – C’è la confessione: l’ex fidanzato di Ilaria Sula, fermato per l’omicidio della 22enne scomparsa a Roma da una settimana, ha confessato oggi 2 aprile dopo il ritrovamento del corpo della ragazza.

Il cadavere della giovane, scomparsa lo scorso 25 marzo dalla sua casa di San Lorenzo, a Roma, è stato ritrovato in un’area boschiva in fondo a un dirupo nei pressi del Comune di Poli, all’interno di un valigione.

Il fidanzato 23enne, il filippino Mark Antony Samson, è stato sottoposto a fermo e ha confessato raccontando agli investigatori dove si trovava il corpo. Il ragazzo, studente universitario come la vittima, nel corso dell’interrogatorio davanti al pm non ha risposto ad alcune domande ma ha spiegato di aver caricato il cadavere in macchina abbandonandolo poi in un dirupo, chiuso in una valigia, e di aver gettato il telefono in un tombino nel quartiere Montesacro e il coltello usato per l’omicidio in un cassonetto.

Sarebbe stata anche l’analisi dei tabulati e delle celle telefoniche a incastrare il ragazzo. Il 23enne, secondo quanto si apprende, avrebbe utilizzato il telefono della giovane per postare storie sul suo profilo social.

Le accuse sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ilaria è stata uccisa con diverse coltellate. Il delitto, a quanto si apprende, sarebbe avvenuto nell’appartamento nel quartiere Africano a Roma, in via Homs, dove il ragazzo abita con la famiglia e mentre i genitori di lui erano in casa. Genitori che non risultano al momento indagati. L’appartamento è stato posto sotto sequestro. Sia il telefono che l’arma non sono stati ancora trovati.

econdo quanto emerso, la vittima e il ragazzo avevano avuto una breve relazione, durata circa due mesi. Ora le indagini, coordinate dalla procura di Roma, vanno avanti per ricostruire cosa sia avvenuto dalla sera della scomparsa della giovane, al delitto avvenuto nell’appartamento del quartiere africano, fino a questa notte quando il giovane dopo la confessione ha fatto ritrovare il corpo.

Il racconto del vicino

“Sono rimasto colpito, è una cosa bruttissima e triste. Inimmaginabile per certi versi. E’ un ragazzo gentile, educato che viveva qui con i genitori mai una parola fuori posto. Non avrei mai immaginato una cosa del genere”, ha raccontato Giovanni Spanò, dentista che lavora nello studio che si trova accanto all’appartamento di Mark Antony Samson. “Una famiglia seria, lavoratrice, con i piedi per terra – ha aggiunto – Lui l’ho incontrato lunedì scorso, era sorridente, mi ha salutato, non ho notato nulla di particolare”. (Fonte: Adnkronos)

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.