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Cronaca Locale
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Mario Valvo e Antonio Canto, intervista doppia su Parco Leonardo

1 aprile 2019 | 06:30
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Mario Valvo e Antonio Canto, intervista doppia su Parco Leonardo

Il passato e il presente del Comitato di Quartiere Parco Leonardo, tra opportunità, criticità, progetti e speranze per il futuro.

DOMANDA N.5

Come vede Parco Leonardo nel 2030?

mario valvoVALVO – “Ci sarà l’Europa nel 2030? Mi traguarderei solo al mandato Comunale. In questo periodo si dovrebbero concludere/realizzare/attivare/sistemare: 1. Le opere di urbanizzazione primaria e secondaria; 2. la stazione della Polizia Locale; 3. il Centro Anziani; 4. la Scuola di Formazione Professionale nei nuovi locali; 5. il Centro Polifunzionale; 6. il Centro Congressi; 7. Un ampio marciapiedi e due rotonde nuove sulla via Portuense di fronte al Quartiere; 8. La pista ciclabile sul lungo Tevere; 9. Un teatro stabile; 10. Il corridoio C5; 11. un miglior collegamento con l’Autostrada per Civitavecchia; 12. la Stazione Ferroviaria di Parco Leonardo.

A ciò vanno aggiunti: 1. La sistemazione del verde pubblico e privato; 2. il rilancio del Centro Commerciale e la sistemazione dei suoi parcheggi; 3. Il rilancio delle attività commerciali e dei servizi nei locali delle piazze; 4. La realizzazione di eventi di livello. Troppo? Non credo, mi sembra che tutti stiano puntando in questa direzione. Dimenticavo la Città dello Sport ma quella immagino abbia i suoi tempi. Non male se tutto avvenisse in tempi accettabili”.

antonio cantoCANTO – “Dieci anni non sono tanti, specie se devo considerare i tempi di un’amministrazione comunale, ad esempio. Cambiare la mentalità ed il volto di un territorio richiede tempo, pazienza e ricambio generazionale. Spero bastino a completare l’evoluzione di questo quartiere e non solo. Il discorso è più ampio, riguarda tutta Fiumicino. Da soli non si cresce, credo sia più utile ragionare su ampia scala. In antropologia si definiscono “non luoghi” alcuni spazi che esistono in virtù della consapevolezza di chi li vive.

Faccio un esempio: l’aeroporto vive grazie alla presenza delle persone che ne usufruiscono. Un aeroporto senza persone che partono e arrivano smetterebbe di esistere. Non avrebbe senso. Così è per Parco Leonardo, deve avere una coscienza, guardarsi intorno e capire che potrebbe diventare il centro nevralgico per l’Europa dell’innovazione, un hub capace di accogliere startup da tutta Italia, ma senza isolarsi dal contesto, senza tralasciare i rapporti con le altre località di Fiumicino. Deve avere la consapevolezza di essere parte di un territorio più ampio con le sue ricche tradizioni. Sono le tradizioni che fanno mettere radici e ti aiutano a solidificare i rapporti”.

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