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Mario Valvo e Antonio Canto, intervista doppia su Parco Leonardo

1 aprile 2019 | 06:30
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Mario Valvo e Antonio Canto, intervista doppia su Parco Leonardo

Il passato e il presente del Comitato di Quartiere Parco Leonardo, tra opportunità, criticità, progetti e speranze per il futuro.

DOMANDA N.4

Qual è la richiesta che si è sentito fare più spesso?

mario valvoVALVO – “Vivibilità. Questo è ciò che chiedono i Residenti. Le persone e le famiglie che hanno scelto di spostarsi da Roma per trasferirsi a Parco Leonardo hanno creduto a un modello diverso, nuovo e innovativo rispetto ai tradizionali Quartieri di Roma. Un sogno non realizzato? Direi di no perché, nonostante i problemi, tutti risolvibili, a Parco Leonardo si vive bene, negli appartamenti, nei luoghi, ancora non tutti sviluppati, culturali, commerciali e di aggregazione sociale. Parco Leonardo, ne sono certo, sarà un Quartiere molto vivibile con al centro l’uomo e tutto ciò di cui ha bisogno.

Ma allora qual é il problema? Da una parte c’è una cronica carenza dei servizi di manutenzione delle strutture, dall’altra i tempi di completamento delle opere e dei servizi non noti e troppo lunghi. S

ervono una corretta gestione di ciò che esiste e un piano particolareggiato di ciò che si otterrà con la nuova Convenzione dove si abbia l’accortezza di definire delle date certe. Un progetto è un sogno con delle date, senza queste rimarrà solo un sogno”.

antonio cantoCANTO – “Servizi e momenti d’incontro. Credo che non basti avere tutto a portata di mano se poi non sai nemmeno che fermate fanno i mezzi pubblici o vivere in un’area pedonale se poi non c’è la sicurezza di lasciare l’auto sotto casa senza avere sorprese.

La serenità è la base fondamentale per costruire una comunità. E la serenità si ottiene con la sicurezza. Inoltre, senza momenti di condivisione è difficile crescere o migliorare il senso civico se le persone non si confrontano su temi comuni.

I bambini ed i ragazzi sono centri d’ascolto fondamentali, ho avuto modo di incontrarli di recente, sono loro la voce di un quartiere intero. E con loro tante altre piccole realtà che chiedono solo di essere ascoltate e poter proporre progetti utili alla vivibilità di tutti. Nessuno ha la bacchetta magica, ma la forza di volontà può fare grandi differenze”.

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