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Con il cuore di un atleta, Alessandra Giorgi: “La mia lotta per vincere”

4 ottobre 2019 | 18:40
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Con il cuore di un atleta, Alessandra Giorgi: “La mia lotta per vincere”

Un lungo cammino di rinascita che l’ha portata a vincere la sfida più importante, quella contro la malattia.

Adesso che la sfida è vinta, che sei arrivata al traguardo, è veramente tutto finito? O alla fine della terapia c’è tutto un altro cammino da compiere?

“Voglio dire prima di tutto che sto bene e voglio incoraggiare tutti a fare prevenzione. Controllatevi senza paura. Ho terminato le terapie preventive e ho fatto la ricostruzione al seno. E’ il momento della Ripresa questo. Devi tornare al mondo. Rinascere. E a volte non è facile. Sono felice che tutto sia ormai alle mie spalle. Ma credo ci sia un altro percorso da intraprendere, con la stessa forza e la stessa determinazione. Devi riconquistare la tua vita. E’ un cammino entusiasmante, tutto sembra nuovo. E apprezzi di più cose e persone. La vita diventa un foglio bianco da colorare. E sei tu che scegli i colori. Ma allo stesso tempo, lo stress di quello che hai dovuto affrontare lo senti.

E devi reagire. Fisicamente il corpo ha bisogno di riacquistare energie e psicologicamente devi allontanarti dalla “malattia”. Insomma..bisogna guardare avanti. E’ un miscuglio di sensazioni. C’è la paura a volte che torna. E’ normale sentirsi così. Ho fatto un percorso psicologico con la Dott.ssa Del Lungo e ancora lo faccio. I rimedi per risolvere questo stato d’animo ci sono. E bisogna anche lì intraprendere una gara. I nuovi 100 metri da vincere. Il nuovo combattimento sul tatami o in pedana da affrontare. Hai la fatica addosso. Io ho subito tre operazioni chirurgiche  (tra cui nella prima, due asportazioni). Prima, seconda e terza operazione con la ricostruzione al seno.

E un lungo percorso di terapia farmacologica. Chemio, radio e punture ormonali. Tutto questo in due anni e mezzo. Come indica il protocollo medico. Mi accompagna ancora il Campus, con controlli, visite. E questo è ovviamente importante. Intanto sei tu che devi reagire e pensare che stai bene nel cammino di Rinascita. Entusiasmante, innovativo e faticoso. Faccio quotidianamente ginnastica per il braccio operato. Senza alcuni linfonodi è soggetto al gonfiore e i fisioterapisti del Campus danno buone direttive. E faccio sempre ciò che loro dicono. Con costanza. Ma dipende tutto da te. Curarti. Pensare che devi farlo per stare bene.

Una sera il mio amico Massimo Di Luigi mi disse: “Tu hai dimostrato che coraggio e pazienza non sono parole vuote”. Inutile dire i brividi che ho sentito. E mi commuove ancora questa cosa. Mi ha fatto sentire una donna che in questo mondo ha vinto e ha onorato la vita in cui crede. E allora ogni giorno continuo a camminare per riprendere la mia vita in mano. Ognuno ha il suo metodo per affrontare tutto questo. Usi le tue medicine quotidiane. Persone, affetti e passioni. Le mie medicine sono queste : il giornalismo sportivo, le passeggiate, il mare, la mia musica, gli eventi sportivi. Le mie passioni.

I miei sogni. La preghiera. Il sentire Dio accanto a me. Famiglia, amici. Vivere quello che è il mio mondo. Coltivare nuovi progetti, come sto facendo in questo momento, ciò ti fa guardare avanti. Oltre. Ti da una spinta verso il futuro, come Martina Caironi fece quella sera di luglio di due anni fa. Start e futuro. Con pazienza, ascoltando il tuo corpo e riacquistando sicurezza in te stessa. Non è così per tutti. Ognuno ha il proprio fisico e ognuno ha il proprio corpo. Ognuno ha la propria psicologia. Forte e meno forte. E’ così per me”.

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